Phon ricaricabile in camper: esiste davvero?

Phon ricaricabile in camper: esiste davvero?

Ciao, conoscete qualche phon ricaricabile da poter utilizzare in van quando si è in libera? Grazie.

1) La risposta breve: esistono, ma con molti limiti.

I phon ricaricabili esistono, ma oggi è difficile trovarne uno che offra contemporaneamente aria davvero calda, una portata convincente e un’autonomia sufficiente. Il problema non è tanto il motore che muove l’aria quanto la resistenza necessaria per riscaldarla: un asciugacapelli domestico assorbe facilmente tra 1.500 e 2.200 watt, una potenza enorme per una batteria portatile.

Non a caso Xiaomi spiega che i suoi phon superano il kilowatt e che capacità della batteria ed erogazione stabile rendono poco pratica una versione ricaricabile. Esiste qualche eccezione tecnologicamente interessante, come lo Zuvi Halo Cordless, ma il produttore dichiara 290 watt, batteria da 44 Wh, peso di 630 grammi e autonomia fino a 27 minuti secondo la modalità. Costa molto e, al momento della verifica, risultava esaurito sul sito ufficiale.

2) Perché i piccoli phon a 12 volt deludono spesso.

Una normale presa a 12 volt del veicolo non può alimentare liberamente qualsiasi apparecchio. Se il circuito è protetto, per esempio, da un fusibile da 10 ampere, la potenza teorica disponibile è appena 120 watt; con 15 ampere si arriva a circa 180 watt. Sono valori molto lontani da quelli di un phon tradizionale.

Per questo molti modelli a 12 volt producono un getto debole o appena tiepido. Possono avere senso per capelli cortissimi, per togliere un po’ di umidità o per usi occasionali, ma non li comprerei aspettandomi le prestazioni del phon di casa. Lo stesso vale per parecchi modelli USB e ricaricabili economici: prima dell’acquisto controlla potenza reale, capacità espressa in Wh, durata alla temperatura massima e tempi di ricarica. Le sole indicazioni in mAh, senza conoscere la tensione della batteria, dicono poco.

3) Il compromesso più realistico: un phon a 230 volt poco potente.

In molti casi la soluzione migliore è un phon da viaggio compatto da 1.000 o 1.200 watt. In campeggio lo puoi collegare alla colonnina, mentre in libera puoi usarlo con una power station dimensionata correttamente. È meno elegante di un apparecchio completamente senza fili, ma asciuga molto meglio e occupa comunque poco spazio.

Un modello da 1.000 watt è particolarmente interessante perché riduce la richiesta istantanea. Tampona bene i capelli con un asciugamano, evita la temperatura massima quando non serve e limita il tempo di funzionamento: sono accorgimenti semplici che fanno una grande differenza sui consumi.

La gestione dell’elettricità fa parte della vita in camper. Se vuoi approfondire il quadro generale, puoi leggere anche la mia guida su acqua, energia e gas in camper.

4) Attenzione agli ampere della colonnina.

Non esiste un wattaggio compatibile con tutte le colonnine. A 230 volt, in termini puramente teorici, 4 ampere corrispondono a circa 920 watt, 6 ampere a 1.380 watt e 10 ampere a 2.300 watt. Nella pratica devi lasciare margine e considerare anche ciò che sta già consumando corrente nel camper: caricabatterie, frigorifero, boiler e altri apparecchi.

Con una colonnina da 4 ampere anche un phon da 1.000 watt può far intervenire la protezione. Con 6 ampere può funzionare, ma dovrai probabilmente spegnere temporaneamente gli altri carichi importanti. Un modello da 1.200 watt lascia ancora meno margine. Prima di collegarlo controlla sempre il limite della piazzola, la presa, la prolunga e le condizioni dell’impianto.

5) In libera serve una power station adeguata.

Per scegliere una power station devi controllare due dati distinti. La potenza continua dell’inverter, espressa in watt, deve sostenere il phon senza andare in protezione. La capacità, espressa in Wh, determina invece per quanto tempo potrai usarlo.

Per un phon da 1.000 watt sceglierei un inverter con almeno 1.200-1.500 watt continui, così da avere un margine ragionevole. Per un modello da 1.200 watt preferirei almeno 1.500 watt continui. Le modalità commerciali chiamate “boost” possono consentire ad alcuni apparecchi resistivi di funzionare riducendo la tensione, ma non equivalgono sempre alla normale potenza continua e possono diminuire le prestazioni del phon.

Un calcolo rapido aiuta a capire l’ordine di grandezza. Dieci minuti con un phon da 1.000 watt richiedono circa 167 Wh; considerando le perdite dell’inverter, puoi stimare circa 200 Wh prelevati dalla batteria. Un phon da 1.200 watt per dieci minuti richiede circa 200 Wh teorici e attorno a 235 Wh reali. Una power station da 500 Wh non offre quindi automaticamente moltissime asciugature, specialmente se alimenta anche altri dispositivi.

6) La soluzione che sceglierei.

Se hai capelli corti e accetti un’asciugatura lenta, puoi provare un phon a batteria o a 12 volt acquistandolo con una buona politica di reso. Per un utilizzo regolare, invece, sceglierei un piccolo phon a 230 volt da circa 1.000 watt. In campeggio lo alimenterei dalla colonnina dopo aver spento gli altri carichi; in libera userei una power station con inverter da almeno 1.200-1.500 watt continui e capacità compatibile con gli altri consumi di bordo.

Non collegherei mai un phon potente a un inverter improvvisato o direttamente a una presa a 12 volt mediante adattatori. Cavi, fusibili, inverter, batteria e collegamenti devono essere dimensionati correttamente. Inoltre, come per qualsiasi apparecchio elettrico, il phon va tenuto lontano dall’acqua e utilizzato seguendo il manuale del produttore.

7) Phon e power station da valutare.

I collegamenti seguenti sono link affiliati Amazon: potrei ricevere una piccola commissione sugli acquisti idonei, senza alcun sovrapprezzo per te. Prezzi, disponibilità e caratteristiche possono cambiare; controlla sempre la scheda aggiornata e, soprattutto, la potenza continua richiesta e disponibile.

8) Passa all’azione.

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